Culture del corpo tra Oriente e Occidente
Inizia così il nostro viaggio
Se sei uno studente dell'Accademia di Belle Arti di Bari o del Conservatorio "Nino Rota" di Monopoli e desideri esplorare gli strumenti mentali ed emotivi per vivere il tuo percorso formativo con maggiore benessere, questo podcast è lo spazio che fa per te.
Ascolta il podcast e scopri come decodificare la mappa invisibile che guida i tuoi gesti, la tua creatività e le tue relazioni.
Abitare l'arte e la musica con armonia mentale: oltre la tecnica, dentro il corpo
Studiare in un'istituzione AFAM significa molto più che affinare una tecnica artistica o padroneggiare uno strumento musicale: vuol dire mettere costantemente in gioco la propria identità, la propria espressività e, prima di tutto, il proprio corpo.
Ma quanto siamo consapevoli di ciò che il nostro corpo rappresenta nello spazio che ci circonda?
Ispirato alle analisi pedagogiche del saggio “Culture del corpo tra Oriente e Occidente. Itinerari formativi” (2018) della professoressa Rosa Gallelli, il nostro podcast, realizzato da Gianluigi De Vito (ricercatore della cattedra della prof.ssa Gallelli), sulla piattaforma di “Armonia Mentale”, nasce per esplorare una verità profonda: il corpo non è una semplice "mappa anatomica" o un hardware biologico neutro e uguale per tutti. Su quella base, fin dal primo istante di vita, la cultura installa un vero e proprio "sistema operativo" fatto di simboli, tradizioni, codici di genere e aspettative sociali.
Quando i codici s'incontrano: tra cortocircuiti e contesti quotidiani
Nelle aule, nei laboratori e sui palchi delle nostre realtà accademiche, che riflettono la complessità delle moderne società multiculturali, questi "software" culturali differenti s'interfacciano quotidianamente. Come evidenziato anche dagli studi sul campo condotti nel territorio di Bari, quando mancano gli strumenti per decodificare le differenze (pensiamo all'incontro tra la matrice occidentale e quella legata ad altre tradizioni culturali), il rischio è l'attrito.
Ne derivano spesso dinamiche di disagio che il testo definisce di "disabilitazione": quando un ambiente scolastico o relazionale si irrigidisce su un pensiero monologico — l'illusione che esista un unico modo corretto di abitare lo spazio, il corpo o la performance — chi non rientra in quel canone rischia di sentirsi giudicato, inadeguato o invisibile. È qui che nascono l'ansia da prestazione e le tensioni che ogni giorno accompagnano lo studio.
Verso la "scuola (istituzione AFAM) abilitante”: un nuovo “zaino” mentale
Il nostro podcast non si limita a fotografare le difficoltà, ma traccia una via d'uscita concreta, che non è politica o legislativa, bensì profondamente pedagogica.
La soluzione per disinnescare questi cortocircuiti passa attraverso la costruzione di quella che la fonte definisce una “scuola abilitante”: un'istituzione capace di superare i modelli autoritari per trasformarsi in un laboratorio di traduzione culturale. Allenare una mente dialogica significa imparare a guardare oltre i pregiudizi, sostituendo la reazione difensiva e la paura del giudizio con la curiosità investigativa.
Significa passare dall'essere spettatori passivi di un confronto faticoso all'essere attori, il che, attraverso la consapevolezza, permette di dare dignità, spazio e armonia alla propria unicità.
